I soprannomi, i nomignoli.
Come nascono.
A volte da aneddotti imprevisti.
A volte a tavolino.
A volte entrambi.
Chissà quale si adatterebbe a Willy...
Willy è preciso. Prevalentemente attendista. Stile lineare. Grande studente della nobile arte.
Sempre in palestra, ispirato da una dedizione onesta.
È probabimente l'ultimo motore di Sbarde.
Alla sua età avrebbe anche smesso.
Ma questo ragazzo merita.
In questo periodo di vacche magre poter allenare un qualcuno che abbia questo tipo di talento è comunque un privilegio.
La Boxe è spesso una madre avara.
Si rischia di dare tutto e non ricevere nulla in cambio.
L'aritmetica del commercio non è roba per pugili.
Il prezzo che si paga può essere troppo alto e il bene acquistato non riesce a fruttare abbastanza.
Bisognerebbe diventare campioni.
Willy dà proprio l'idea di avere capito queste cose.
Di essere al contempo realista e demoralizzato.
Non è sempre sul quadrato l'avversario da mettere KO.
Perchè per diventare campioni non basta la stoffa.
Si può prendere a pugni solo l'avversario che non scappa.
Ma combattere contro l'esclusione e l'ostruzione valica la competenza del quadrato.
Si tratta di avversari che non stanno tra le dodici corde e nemmeno si mostrano.
Guardano, scrutano e pianificano, senza essere osservati.
Si può conoscerli ma per batterli ci vuole l'occasione giusta.
Che rischia di non arrivare mai.
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